Do you know why Silvio Berlusconi is always smiling?

Because he has so much money that the economic and financial crisis tickling him…

Do you know what are the best words for mafia?

Those you don’t say…Sapete come può essere definita la conoscenza?

Parafrasando Confucio, come il sapere qualcosa con la consapevolezza di non saperne tutto.

Chi pensa di sapere tutto e, per questo, si sente sicuro di sé e persino superiore agli altri ha la sicurezza e l’arroganza dell’ignorante…che non sa di esserlo.

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La conoscenza rende più liberi, perché, rispetto all’ignoranza, consente di agire con consapevolezza maggiore nella realtà sociale e fisica in cui si vive, di evitare più pericoli e di operare in modi più funzionali alla sopravvivenzapropria e dei propri cari. Per questi motivi…

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…il sapere costa caro. Ma il non sapere può costare molto di più!

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Sapete qual’é la diversità tra umani ed animali?

Non é l’intelligenza (tutti gli animali dotati di corteccia sono capaci di apprendere e di risolvere problemi, anche se c’è una enorme differenza con gli umani) né la cultura (proprio grazie a tali capacità, si osservano diversi comportamenti in luoghi diversi di stesse razze di animali) né l’uso di strumenti (p. es., le scimmie usano bastoni e pietre, per raggiungere i loro obiettivi) né l’uso di tecnologie (p. es., costruiscono efficienti dighe i castori, inespugnabili nidi gli uccelli, complessi alveari le api) né l’accumulo di beni materiali (come fanno, p. es., anche scoiattoli, cani e formiche) né l’uso di un linguaggio (quasi tutti gli animali comunicano) né la forza fisica o le capacità sensoriali (molti animali sono capaci di destrezza fisica e di percezioni superiori agli umani) né la socialità (quasi tutte le razze animali fanno vita sociale) né l’affettività (la quale caratterizza anche gli animali appartenenti ai gradini superiori della Scala Filogenetica) e non sono, purtroppo, neanche la tendenza alla guerra ed al crimine (p. es., le scimmie si fanno guerra in gruppi od assaltano singoli individui, per depredarli od ucciderli).

Sono i valori ideali che spingono chi li ha a cercare di costruire relazioni sociali basate non sulla legge del più forte, come quelle animali, ma sulla convivenza solidale e pacifica (società civili).

“Un uomo senza utopia, senza sogni, senza ideali è come un mostruoso animale dotato di raziocinio, una specie di cinghiale laureato in matematica pura!” Fabrizio De André.

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Sapete quali sono le parole più opportune, per i mafiosi e per coloro che hanno una personalità autoritaria, anche se possono presentarsi come persone rispettabilissime?

Sono quelle che non si dicono e non si scrivono: si deve tacere, nascondere la realtà conosciuta, fare i fatti propri, mostrarsi soddisfatti, discutere tutt’al più di amenità, non intervenire e, soprattutto, non denunciare persone, fatti o situazioni…

Cioè, si deve mettere la coda tra le gambe, accontentarsi di ciò che si ha e lasciar fare i “boss” mafiosi, politici o d’altro tipo nel determinare le sorti delle singole persone e dell’intera comunità.

Questi ultimi accettano volentieri di farlo, perché narcisisticamente si auto-investono come possessori unici della verità o del diritto o delle capacità di farlo, fino a dissacrare le leggi e le regole di vita comune ed a concepirne di nuove, spesso, banali od, a volte, puerili, ma sempre violente od autoritarie, destabilizzanti l’ordine sociale pre-esistente, perché funzionali alle loro personalità ed ai loro interessi. Distribuiscono incarichi di responsabilità a “yesmen” ed a “yeswomen” (di solito, individui che pensano in modi simili al loro o mediocri capaci di agire solo da gregari o in “branchi”, non di pensare autonomamente) e tengono legati a sé gli altri che li seguono fedelmente (e che accettano il loro arbitrio ed i loro capricci similmente a quanto accadeva, almeno fino al Settecento, ai sudditi nei confronti dei loro prìncipi) coltivandone la speranza di esaudirne, prima o poi, i desideri, sia al fine di sostenere e rinforzare il proprio narcisismo (pensano di essere altruisti, generosi, buoni…) sia, innanzitutto, al fine di fare i propri interessi sfruttando i loro!

Se qualcuno si oppone reagiscono con ostilità più o meno manifesta.

Se si vuole avere di più, indipendentemente dai propri meriti e diritti e da quelli altrui, bisogna asservirsi ad uno di loro, annullare la propria dignità, osannarlo e… chiedergli dei favori in cambio, proprio come si faceva coi prìncipi di un tempo!

Tale modo di pensare e di agire omertoso, collusivo e sottomissivo é largamente diffuso tra gli abitanti del Sud Italia (l’omertà si é diffusa anche nel Nord, per la paura di ritorsioni da parte di delinquenti o di politici o affaristi potenti) e li fa sentire “furbi”, perché possono ricavare concreti vantaggi personali immeritati (a spese di altri od a spese dello Stato); psicologicamente “potenti”, perché partecipano alla grandezza del loro “protettore” (anziché indignarsi o ribellarsi, se ne vantano anche se quest’ultimo é un disonesto, similmente al vanto che si facevano i popolani, almeno fino al Settecento, di eventuali  figli avuti da loro  mogli o figlie da relazioni sessuali extra-coniugali con conti, baroni, principi o marchesi) acquistando una sorta di “status sociale superiore” (di tipo feudale) a quello dei “non protetti” e persino un’alta idea (euforizzante) di sé. Alcuni si spingono al punto di considerare orgogliosamente “bastardi” (cioè, “figli di nessuno” e, sempre in senso feudale, “inferiori”; cioè, con minori diritti) coloro che non fanno parte d’una “famiglia” mafiosa, politica o d’altro tipo (il senso ed il valore pratico ed etico della famiglia è certamente uno degli aspetti positivi della cultura meridionale che i settentrionali debbono invidiare) e non godono di simili protezioni.

Altre idee euforizzanti (di tipo megalomaniacale) nascono in tanti altri, per le bellezze naturali di quelle Terre e per il loro lontano glorioso passato dei quali si riempiono la bocca (si sentono “Dei”, secondo Tomasi di Lampedusa, ne “Il Gattopardo”) senza averne alcun merito, perché non sono opere loro, perché non sono da tutti ben conosciute, non ben gestite e da molti, addirittura, deturpate (per esempio, si pensi alla Valle dei Templi, in Sicilia, alle precarie condizioni di Pompei, in Campania, e alle tante ex-bellissime spiagge del Sud).

Da un punto di vista cognitivo, si tratta, per molti, di ignoranza e di inesperienza nella gestione di sistemi sociopolitici più evoluti e complessi (ciò che porterà molti che leggono questo scritto d’analisi psicosociale a non capirlo od a scandalizzarsi), dello scarso sviluppo del senso civile della responsabilità personale e del bene comune (concetti che richiedono, per essere ben compresi nella loro importanza, abilità di astrazione del pensiero, dalla realtà immediata e dall’interesse egoistico concreto, che molti non hanno; nonché, informazioni ed abilità di analisi sociale e di sintesi che molti pure non hanno ed, avendo una visione ristretta dei fenomeni sociali che accadono attorno a loro, in tutta buona fede, se ne fanno inadeguate idee) e della subalternità culturale in cui tali popolazioni vivono da circa 2.750 anni. Infatti, specie nell’Estremo Sud, esse, incapaci di coalizzarsi ed organizzarsi efficacemente e stabilmente come popolo (molti tentativi sono stati fatti nei secoli, da Ducezio, contro i Greci in Sicilia, alle rivolte contro le discariche, oggi nel Napoletano), sono state sconfitte, sfruttate e sottomesse da tutte le altre con cui sono venute in contatto e molti membri hanno scelto, consapevolmente, oltre all’omertà, tra due utili strategie di sopravvivenza: l’adattamento a condizioni di lavoro duro, sfruttato e sottomesso o l’occulta ribellione al potere dominante, ricorrendo al brigantaggio, in passato, ed alla collusione mafiosa od alla frode, oggi. Per altri, soprattutto i più abbienti, si tratta non di ignoranza, ma di un disconoscimento interessato degli aspetti negativi della realtà sociale, perché in essa godono di privilegi (fino a qualche tempo fa, molti negavano, persino, l’esistenza delle mafie come oggi negano l’esistenza di grandi inquinatori e/o corruttori pubblici coi quali sono in rapporti di interesse!).

Da un punto di vista emotivo, molti attivano, inconsapevolmente, tre diversi meccanismi psichici di difesa dall’ansia: la negazione dei propri limiti culturali (per difendersi dalla depressione), la proiezione su altri (lo Stato, l’Euro, i Settentrionali…) delle responsabilità di tutto ciò che va male (diffusione del malaffare e della delinquenza, dello sfruttamento e dell’inoccupazione, del dissesto edilizio, geologico e viario, degli animali randagi e della spazzatura, dell’inefficienza qualitativa e della carenza quantitativa di gran parte dei servizi pubblici, etc.) (per evitare i sensi di colpa e per “compattare” socialmente – come non sanno fare diversamente – come vittime indifese di comuni “nemici”) ed il tenace attaccamento alla cultura di origine (per conservare il senso rassicurante di appartenenza e di identità, di continuità e di permanenza nel tempo e nello spazio ed anche per trovare una coesione collettiva che, diversamente, non sanno trovare).

Le prime quattro strategie di difesa coscienti e volontarie (omertà, disconoscimento ed adattamento o ribellione occulta) sono utili alla sopravvivenza in modi diretti; le altre tre, inconsapevoli ed involontarie (negazione, proiezione ed attaccamento alla propria identità culturale), lo sono in modi indiretti, perché mantengono alta l’autostima e fanno sì che continuano ad impegnarsi nelle lotte quotidiane che richiede la vita, nonostante la realtà in cui vivono e nonostante gli aiuti (in gran parte, stornati, sprecati o rubati) che hanno ricevuto in varie forme dall’”odiato” Stato Italiano da 60 anni.

Ma tutte e sette le strategie adottate sono inefficienti, perché fissano comportamenti e modi di pensare inadeguati ad una moderna società ed ostacolano la loro evoluzione culturale. Per ciò, i Meridionali, da soli, non sanno progredire al ritmo delle popolazioni più evolute (in Italia, sono ultimi in tutte le statistiche su attività positive e primi in tutte quelle su attività negative, con delle eccezione in talune attività, soprattutto culinarie, ed aree geografiche, per esempio, nel Ragusano in Sicilia).

Infatti, molti colludono coi vari “boss”, per codardia o disonestà; altri, incapaci di vedere oltre il loro naso, per ignoranza o per bisogno. Tutti non si rendono conto che, nell’immediato, ricavano sì dei benefici, ma, a lungo andare, tali modi di pensare ed agire rinnovano condizioni di vita sociale antiquate, rispetto ai Paesi più evoluti, sotto la parvenza formale delle moderne organizzazione e leggi dello Stato Italiano ed, oggi, dell’Unione Europea (che molti, invece, boicottano o sfruttano!) e non si rendono conto che, dei dissesti, disservizi, inquinamenti, criminalità, etc. che derivano da tale situazione, tutti pagano le conseguenze e continueranno a pagarle, finché non impareranno a gestirsi in modi autonomi con modelli politici, economici e sociali più moderni, anziché attendere che i mutamenti migliorativi vengano da altri e pensare sempre, in modi persecutori, che, se non vengono, la colpa non è mai la loro ed é sempre di qualcun altro!

Il cuore di tale sistema socioculturale arretrato ed inefficiente sta nel fatto che, essendo poco diffuse la cultura e la coscienza civile del bene comune (metaforicamente, prevale quella della “coltura del proprio orticello”, derivante da quella storica contadina), la cultura imprenditoriale e cooperativa (prevale quella familista pure di derivazione contadina) ed anche la scientifica (prevale quella storico-letteraria e parolaia), si affidano al potere ed alle capacità dei “padrini” (così come, almeno fino al ‘700, si affidavano ai prìncipi che capitavano loro in sorte) i quali, anche quando hanno delle capacità, non fanno gli interessi della collettività, ma i  propri, quelli del loro territorio e del loro “clan” o della loro categoria sociale. Per cui, grazie alla corruzione di commissari nei concorsi, piazzano nei posti pubblici e privati non gli aspiranti più competenti ed onesti nel ruolo che debbono svolgere, ma quelli che fanno il loro gioco e sono a loro più fedeli. Ciò che, ovviamente, non garantisce che, nello svolgere il ruolo pubblico, agiranno meglio degli altri o nell’interesse di tutti, ma che faranno i loro interessi! La maggioranza dei Meridionali è consapevole di ciò e se ne lamenta, ma non si indigna né si ribella; anzi, in molti casi sostiene e vota gli stessi amministratori e politici per decenni, ne accetta in modi passivi e rassegnati il male operato (così come facevano i sudditi dei prìncipi) ed accusa lo Stato di non intervenire non tenendo conto delle loro responsabilità personali né di quelle dei politici ed amministratori che loro stessi hanno voluto e che non sanno, per ignoranza delle competenze di regioni, province, comuni ed aziende pubbliche, o fingono di non sapere, per calcolato interesse egoistico, di essere i primi responsabili della situazione sociale in cui vivono!!!

Inoltre, persino il valore sociale e l’”intelligenza” di una persona vengono valutati dalla maggior parte non in base alla sua onestà od alle sue competenze, ma al potere economico o politico o mafioso suo o di chi la protegge o che lei, per qualche motivo, frequenta. Ciò fa sì che si tessono rapporti sociali costitutivi di una società “malata” di cui tutti, prima o poi, pagano le conseguenze: onesti, “furbi” ed anche delinquenti!

Ciò causa, da secoli, in tali aree geografiche, condizioni di benessere, per alcuni; di ignoranza e di povertà, per molti; di inefficienza e di disorganizzazione dei servizi pubblici, di arretratezza culturale e di mancato sviluppo economico, di diffusa delinquenza e corruttela, per tutti (v. la nota n. 1 di Personality Disorders, in questo stesso sito).

L’idea dell’autonomia regionale ha successo presso molti, perché fa leva sul loro narcisismo e sulla loro non consapevolezza dei propri limiti socioculturali o sui più consapevoli, concreti e interessati effetti di maggiore potere e libertà d’azione che dalla autonomia deriverebbe ai mafiosi ed ai loro collusi. Non a caso, la mafia ha sempre esercitato pressioni, affinché si realizzasse tale autonomia…

Tutto ciò ha fatto dire già molti anni fa alla grande Ingrid Bergmann, nel film “Stromboli terra di Dio”: “Sono dei primitivi. Non sanno quello che fanno!”, volendo significare che, a causa della loro arretratezza socioculturale, scientifica ed organizzativa, con il loro modo di pensare e di agire fanno del male agli altri ed a se stessi.

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Sapete qual’é il “business” legale più redditizio economicamente?

La vendita di illusioni: illusioni di arricchirsi (organizzazione di scommesse come, per esempio, il Lotto, l’Enalotto, il Totocalcio, etc.), di avere fortuna od amore (per esempio, maghi, guru, santoni, astrologi, etc.), di vivere situazioni emozionanti (per esempio, radio, giornali, televisioni, etc.) e di stare meglio nell’aldiquà (politici) o nell’aldilà (religiosi).

Essa comporta la remunerazione di operatori e l’acquisto di attrezzature, ma non di materiali da rivendere!

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Sapete cosa hanno in comune il Papa e Silvio Berlusconi?

Il Paradiso: il primo lo promette nell’Aldilà; il secondo lo prometteva nell’aldiqua!

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Sapete perché Silvio Berlusconi non sorride come prima?

Perché aveva così tanti soldi che le crisi economico-finanziarie nazionali ed internazionali gli facevano il solletico…

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Sapete qual’è la diversità tra garantisti e giustizialisti?

Per i primi, è meglio un colpevole fuori il carcere che un innocente dentro; per i secondi, è meglio un innocente dentro che un colpevole fuori!

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Sapete cosa hanno in comune i politici che mandano “messaggi positivi” alla gente, nonostante i gravi problemi sociali e/od economici, ed i medici che nascondono ad un ammalato la verità sulla gravità della sua malattia?

Ambedue pensano, a torto od a ragione, di avere le capacità di risolvere i suddetti problemi da soli o con l’aiuto dei loro staff, senza la partecipazione consapevole ed attiva dei diretti interessati; oppure, nascondono loschi interessi personali a non dire la verità…

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Coloro che lanciano i così detti “messaggi negativi” sono tacciati dai “positivisti”, in buona o cattiva fede, di essere pessimisti, catastrofisti od anche peggio. In realtà, parlare dei gravi problemi sociali (per esempio, della spazzatura sparsa in Campania o della delinquenza diffusa in Calabria o della corruzione in Puglia) o personali (di malattie gravi) serve a sensibilizzare e responsabilizzare tutti; ad analizzare e diagnosticarle meglio le cause dei problemi, scandagliandone le radici, per cercare soluzioni anche “dal basso” dei diretti interessati che meglio li conoscono, perché li vivono personalmente e quotidianamente; a ricordarli ed a concentrare l’attenzione di chi li dovrebbe risolvere “dall’alto” (politici, amministratori, medici, etc.) ed a far misurare pubblicamente questi ultimi con le soluzioni e le terapie che hanno o non hanno adottato e con l’efficacia che esse hanno o non hanno avuto.

Nascondere o negare i problemi o lasciare che i responsabili valutano le soluzioni adottate in segreto fa il gioco di chi li dovrebbe risolvere e non vuole o non sa farlo ed é il miglior modo di non affrontarli veramente, di procrastinarli nel tempo e non risolverli mai. In una società civile non si può lasciare ai controllati anche il ruolo di controllori!

Parlare ed analizzare i problemi reali non è solo un gesto di democrazia e di responsabilità verso gli interessati, è anche un gesto d’amore per la propria gente o per la propria terra o per i propri pazienti. Non parlarne è un gesto di egocentrismo o di tornacontismo!

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Di chi è la colpa delle montagne di spazzature che continuano ad accumularsi a Napoli, nonostante i tentativi di ripulirla fatti da vari governi e nonostante siamo nel 2012?

E’ dell’ex-Ministro La Russa: doveva mandare l’Aviazione non l’Esercito!

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Di chi è la colpa del naufragio della “Concordia” di Costa Crociere?

Del miope vezzo diffuso e condiviso in Italia di conferire gli incarichi di responsabilità gestionali ai più raccomandati (di solito i più benestanti) da boss politici o mafiosi, anziché ai più idonei tecnicamente e moralmente e, per questo, più meritevoli; specialmente, al Sud.

La storia d’Italia unita è piena di infamanti comportamenti di codardia od incompetenza o corruzione per interessi di privati o per collusioni con poteri occulti da parte di comandanti e governanti, politici ed amministratori pubblici. Due casi per tutti: la fuga dei Savoia, nella Seconda Guerra Mondiale, dopo la decisione di tradire la Germania e prima di informare le truppe italiane al fronte e rendere pubblica la decisione (con l’intento di evitare che le ire dei tedeschi si rivolgessero contro di loro e col risultato di lasciare in ostaggio dei tedeschi le truppe al fronte e intere popolazioni in Italia) e la diserzione di massa delle truppe italiane stanziate ad Augusta, concordata dai comandanti, sempre nella ultima Guerra Mondiale, tramite la mafia siculo-americana o la massoneria internazionale (poteri che agiscono in modi occulti contro le leggi degli stati e gli interessi collettivi), con l’evidente intento di salvare se stessi e col risultato di tradire e di lasciare in balia dei nemici le altre truppe italiane stanziate a Catania che dovevano essere protette dalle batterie di cannoni a lunga gittata siti ad Augusta.

I gesti di eroismo e di generosità sono venuti soprattutto dai più umili: si pensi all’eroismo delle nostre truppe ad El Alamein od al carabiniere Salvo d’Acquisto od ai tanti episodi di solidarietà della gente comune, più abituata ai sacrifici ed alle sofferenze, verso i bisognosi, ivi compreso il personale della “Concordia” che s’è dovuto arrangiare nel tentativo di salvare i passeggeri, con l’inevitabile caos che ne è conseguito, date le “defaillances” del comandante ed altri ufficiali di bordo.

Tutto ciò difficilmente viene detto da chi gestisce i mezzi di comunicazione di massa, col motivo che bisogna indicare solo buoni esempi alle popolazioni, a scopi educativi (come se la gente, a lungo andare, non si rendesse conto di come vanno realmente le cose), ma col sospetto di usare strumentalmente tale proposito e di volere coprire, in realtà, le malefatte e le incapacità di altri che come loro sono stati messi in posti di responsabilità pubblica (per solidarietà di categoria o di associazione o di luogo geografico). L’intento reale é di proteggere indirettamente loro stessi e il sistema di potere che ha voluto loro e gli altri nei posti di responsabilità col risultato di contribuire a procrastinare situazioni di convenienza personale e di disorganizzazione e d‘inefficienza sociale!

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Sapete cosa sono “una psicoterapia di merda” ed una “miracolosa psicofarmacoterapia”?

Per cercare di rispondere alla domanda, racconterò un aneddoto e, per rispettare una buona regola cristiana, citerò solo i peccati, non anche i peccatori.

Un tizio con laurea in medicina e senza una buona specializzazione in psichiatria, ma con una ottima testa di villano, prese in carico una paziente con gravi disturbi psichici e le prescrisse una psicofarmacoterapia. Verosimilmente, per favorire la sua “compliance”, le disse che la terapia doveva servire a regolarizzare il suo metabolismo, non a curare la sua psiche, e, miracolosamente, le prognosticò un anno di terapia, dopo di che sarebbe guarita. Trascorsero 3 anni e la paziente non ebbe alcun miglioramento. Il tizio pensò bene, perciò, di abbinare la sua “miracolosa terapia” psicofarmacologica ad una psicoterapia e la inviò allo psicologo dei servizi di salute mentale. Dopo circa un anno di psicoterapia e 4 di psicofarmacoterapia, finalmente, la paziente comincio’ a stare bene. Torno’ dal tizio e lui, trionfante, le disse: “Visto? Abbiamo raggiunto i risultati che ci eravamo prefissi (con la psicofarmacoterapia: n. d. a.). E lei: “Allora, dottore, posso smettere di prendere la medicina?”. Ed il tizio: “No, perché stai facendo una psicoterapia di merda e temo che tu possa avere delle ricadute! Devi cambiare psicologo”. Ed alle sue rimostranze lui le rispose: “Io ti sto facendo una cortesia a curarti. Se non ti va bene così rivolgiti a qualche altro psichiatra!”

Morale della storiella: secondo il tizio, la “miracolosa psicofarmacoterapia” non funziona, per colpa della “psicoterapia di merda”; secondo lo psicologo, è il comportamento del tizio che “è di merda”!

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“Terra dei Fuochi”. Ovvero, i camorristi che hanno interrato tonnellate di rifiuti tossici cancerogeni che hanno avvelenato le falde acquifere sotterranee sono campani; coloro che buttano per le strade rifiuti di ogni genere deturpando l’ambiente esterno sono campani; coloro che li bruciano avvelenando l’aria con fumi patogeni sono campani; gli amministratori locali corrotti od incapaci che hanno lasciato correre sono campani; i politici collusi con la camorra sono campani; coloro che li hanno votati sono campani; altri sono, addirittura, amici degli amministratori corrotti e dei camorristi ed, ora, i campani, avendo scoperto che stanno morendo di inquinamento, anziché prendersela contro di loro stessi, piangono e se la prendono contro lo Stato!

Morale della storia: prima, hanno mantenuto alta la loro autostima ritenendosi super-furbi nello scegliere l’illegalità; ora, vogliono continuare a mantenere alta l’autostima scaricando su altri le responsabilità delle loro malefatte!! “Naturalmente”, vogliono sopravvivere continuando a vendere i prodotti della loro Terra, si aspettano che i turisti vanno numerosi a mangiare i loro cibi, a respirare i fumi dei loro Fuochi e ad ammirare le montagne dei loro rifiuti e pretendono che lo Stato bonifichi i loro territori coi suoi soldi; cioè, coi soldi di tutti gli Italiani!!!

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Alluvioni in Sardegna, Campania e Sicilia. Tutti si lamentano della mancata prevenzione da parte dello Stato. Molti dimenticano che i piani regolatori che hanno previsto la cementificazione selvaggia (leggi: fatta con criteri speculativipiu’che funzionali) dei territori comunali urbani ed extra-urbani, è stata voluta da amministratori isolani; che altri isolani hanno costruito abusivamente dove non dovevano e che i vigili urbani e gli amministratori comunali che hanno fatto finta di non vedere e di non sapere sono pure isolani (si pensi, per esempio, alle case costruite sotto montagna franose o su argini di fiumi privi di adeguate protezioni od a cantine e scantinati ai quali sono stati concessi certificati di abitabilita’ dove sono morte annegate intere famiglie) e che chi, nell’ultimo ventennio, ha sanato altre irregolarità urbanistiche, a livello nazionale, sono stati governi berlusconiani ai quali loro hanno dato valanghe di voti! Probabilmente, i campani che hanno villette abusive sotto il Vesuvio, a scopi speculativi o di godimento, se ci sarà un’eruzione distruttiva se la prenderanno con lo Stato che non lo ha saputo tappare…

Morale della storia: prima, hanno mantenuto alta l’autostima ritenendosi dei super-furbi nello scegliere l’illegalità; ora, vogliono continuare a mantenerla alta scaricando su altri le responsabilità delle loro scelte sbagliate!

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