22. luglio 2017 · Commenti disabilitati su La violenza dei tifosi del Feyenoord a Roma e la cultura olandese. Una analisi etologica. The English traslation is after the Italian. · Categorie:Menu

Nel 2015 i danni causati in Italia dagli Hooligans del Feyenoord alla “Fontana della Barcaccia”, raffinata ed originale opera artistica del 1629, opera di Pietro e Gian Lorenzo Bernini, in prezioso travertino, situata in Piazza di Spagna, sotto Trinità dei Monti, a Roma, in occasione della partita di calcio di Europa League contro la locale squadra della Roma, sono stati unanimemente considerati degli atti di inciviltà, al punto da far gridare al critico d’arte Vittorio Sgarbi che essi non sono ricompensabili con denaro.

Tali atti accomunano i tifosi della squadra di Rotterdam a quelli di tante altre squadre di tutto il Mondo ivi comprese quelle italiane: aggressioni ai tifosi avversari (i “nemici” diretti), violenza contro macchine in sosta, contro vetrine di negozi, etc. (aggressività generica da frustrazione dislocata su oggetti casuali che capitano a tiro). Ciò accade, specialmente, in occasioni di sconfitte della squadra del cuore, allorquando le violenze costituiscono scarichi generici di aggressività generata dalla frustrazione per la sconfitta. Ma mai si era assistito, prima di allora, ad atti di violenza volontaria e consapevole perpetrata in massa contro un monumento di valore artistico o storico. Tutt’al più, era già successo che dei tifosi ubriachi hanno lasciato dentro delle fontane o sopra dei monumenti bottiglie o lattine o che dei singoli pazzi non nel pieno dei loro sensi li hanno danneggiati o che dei maleducati vi hanno inciso iscrizioni o che vi sono saliti sopra per scattare delle foto o che dei ladri ne hanno rubato dei pezzi. Nel caso della “Barcaccia”, la celebre rappresentazione artistica scultorea della “barca che affonda” dei due scultori italiani, l’aggressività è stata diretta contro qualcosa che è una parte della ricchezza quantitativa e qualitativa del patrimonio artistico italiano che non ha uguali nel Mondo, non per merito di noi italiani di oggi che non lo sappiamo neanche salvaguardare e custodire e valorizzare (fatta eccezione della gestione dei Beni Culturali e Turismo dell’attuale Ministro Dario Franceschini), ma dei nostri predecessori, e che lo rappresenta. Qualcosa di simile a ciò che accade a certi manifestanti di estrema sinistra politica che, durante i cortei di protesta, scaricano la loro aggressività generata dall’odio contro i “capitalisti”, non a caso, ma su oggetti-simbolo del capitalismo: le vetrine delle banche e dei negozi di lusso, le automobili di grossa cilindrata, etc.; cioè, contro simboli del benessere e dei soldi che loro non hanno e che vorrebbero avere, o della mafia siciliana che negli Anni ’90 aveva organizzato attentati contro monumenti simbolo dello Stato Italiano, per indurlo a cedere alle sue minacce. In tali casi, se i danneggiamenti non sono studiati e programmati, allo scopo di attirare i riflettori dei mass media su un problema di interesse pubblico, essi sono mossi dall’invidia e seguono un pensiero inconscio del tipo: “Io non posso avere quello che avete voi ed, allora, non lo dovete avere neanche voi!”.
Secondo questo autore, che ha viaggiato e soggiornato in Olanda tante volte, l’aggressività degli Hooligans di Rotterdam è stata mossa da simili fattori ed è stata specifica.
Gli Olandesi, per la situazione geografica dove vivono, hanno sviluppato nel corso dei secoli grandi abilità marinare e, per la loro posizione geografica, hanno potuto viaggiare in mari lontani, così come altri popoli che si affacciano sull’Atlantico (v. Inglesi, Francesi, Portoghesi, Spagnoli), più facilmente di altri e più facilmente hanno potuto scoprire nuove terre e popoli. Si è trattato per lo più di popoli appartenenti al Sud del Mondo, meno sviluppati ed organizzati di loro, ma più ricchi di oro, diamanti, argento ed oggetti di valore artistico, verso i quali hanno sviluppato invidia psicologicamente dolorosa che hanno soddisfatto, prima, scambiando le ricchezze di tali popoli con le proprie più scarse di valore economico e artistico e soprattutto con la propria tecnologia certamente più elevata (trasformandosi così da marinai in commercianti); poi, prendendole con la violenza militare (ritrasformandosi in invasori-dominatori) e, più di recente, offrendo posti di lavoro di bassa manovalanza ad alto rischio e/od a basso salario a quelle popolazioni in Olanda (trasformandosi definitivamente in sfruttatori sistematici).
Così, sfruttando le proprie maggiori capacità tecniche ed organizzative, che hanno dovuto sviluppare, proprio per sopravvivere alle più avverse condizioni climatiche nelle quali sono vissuti, hanno migliorato le loro condizioni di sopravvivenza trasformandosi da abili marinai in colonialisti e passando da una strategia di sopravvivenza basata sulle attività marinare e sul lavoro proprio ad una basata sullo sfruttamento del lavoro e delle ricchezze altrui. Contestualmente a ciò hanno trasformato i loro sentimenti d’inferiorità sviluppando una cultura caratterizzata da atteggiamenti di superiorità nei confronti di quei Popoli (tra i quali, l’Italia) che consente loro di evitare il dolore dell’invidia e da un retro-pensiero razionalizzante del tipo: “Sono degli stupidi e, come tali, meritano di essere sfruttati”. Cioé, hanno sviluppato una idea di superiorità di se stessi in relazione a quelle popolazioni che ne auto-legittima lo sfruttamento e la depredazione con scarso o nessun rispetto verso di loro. Tale senso di superiorità è tale che, a volte, li porta ad essere arroganti od a pensare di potere facilmente ingannare quelle persone dando pochissimo per avere in cambio moltissimo od a pensare di poterli facilmente abbindolare con le chiacchiere od a fare proposte oscene sempre allo scopo di poterli depredare dei loro beni materiali. Inoltre, all’interno del loro Paese, ad imitazione dei nobili e dei commercianti che si sono arricchiti con lo sfruttamento suddetto e che sono vissuti negli agi senza troppo faticare fisicamente, hanno anche sviluppato una cultura che valorizza, soprattutto, il denaro e le proprietà (beni materiali) ed il desiderio di vivere sfruttando i beni ed il lavoro altrui standosene comodamente seduti su una poltrona a comandare altri che lavorano, dando in cambio il meno possibile per ricavare il più possibile (profitto). Sempre ad imitazione dei nobili, hanno anche sviluppato modi di fare signorili “en surface”, simili a quelli inglesi (altri colonialisti d’eccellenza), che nascondono i loro reali atteggiamenti egoistici e predatori.
Se il retro-pensiero suddetto serve loro a legittimare la loro azione predatoria e ad evitare sensi di colpa, i contestuali sentimenti di superiorità e di arroganza assolvono ad un’altra funzione: le migliori strategie di sopravvivenza necessitano, oltre che di un “territorio” da sfruttare (nel caso in questione, le colonie ed i colonizzati), anche di energie psichiche e fisiche per poterlo fare al meglio. Ebbene, quelle fisiche le ricavano dal cibo che mangiano e quelle psichiche le ricavano dall’innalzamento dell’umore che deriva loro da quei sentimenti di superiorità. E’ facilmente intuibile, anche da parte dei non esperti, che i sentimenti di legittimità liberano dai freni inibitori che causerebbero dei sensi di colpa, i sentimenti di superiorità danno energia psichica ed ambedue aumentano le “chances” di successo nella lotta per la sopravvivenza!
E’ verosimile che tutto questo non è dipeso solo da fattori circostanziali e psichici, ma anche da fattori stenici della loro personalità. Nelle condizioni climatiche e geografiche avverse nelle quali l’antico popolo Dutch è vissuto sono sopravvissuti gli individui più forti fisicamente e psicologicamente e, quindi, meglio predisposti a sviluppare quei sentimenti.
Naturalmente, i tifosi del Feyenoord non sono venuti a Roma, per impossessarsi della “Barcaccia” né per distruggerla, ma per vedere vincere la loro squadra di calcio su quella locale. La sconfitta deve avere causato loro un senso comune di frustrazione da senso d’inferiorità che si è trasformato istintivamente in tensione ed aggressività. La vista della “Barcaccia” e dei tanti altri monumenti romani deve avere rimobilitato un secondo senso di frustrazione da senso d’inferiorità artistica e culturale che si è trasformato in altra tensione ed aggressività che hanno dislocato, non a caso e non su vetrine od automobili, simboli del capitalismo che loro stessi rappresentano, ma su un simbolo di quella “italianità” che volevano sconfiggere calcisticamente e che già da tempo li tiene sotto smacco artisticamente e culturalmente: appunto, la “Barcaccia”.
La sequenza psichica, favorita dalla canalizzazione degli istinti aggressivi che consente il gioco del calcio (che, per questo, contribuisce ad evitare guerre reali) deve essere stata del tipo: “spedizione” a Roma, per sconfiggere il “nemico” >>> imprevista sconfitta >>> frustrazione >>> senso d’inferiorità >>> conseguenti aggressività e tensione psicofisica >>> necessità di riequilibrare lo stato psicofisico così alterato scaricandole all’esterno >>> impossibilità di scaricarle direttamente sul “nemico ” >>> associazione Squadra di calcio della Roma – Roma Capitale d’Italia – Italia ricca di monumenti – monumento della “Barcaccia” simbolo d’Italia >>> pensiero comune: “Non possiamo sconfiggerli calcisticamente e non possiamo avere le loro proprietà e allora non li avranno neanche loro!” >>> vendetta distruttiva su quello che è capitato loro più facilmente a tiro: la “Barcaccia”.
Per le antiche popolazioni ed, ancora oggi, nel nostro inconscio sconfiggere un nemico significa ucciderlo o renderlo schiavo od, almeno, depredarlo in modo surrogatorio delle sue proprietà.
Ovviamente, non tutti gli olandesi condividono tali pensieri e sentimenti e non tutti coloro che li provano e che vengono in Italia, cercano di deturpare i monumenti. Ma, in occasioni di forti tensioni dovute ad altri motivi (rivalità tra tifosi, interessi economici o fattori emozionali vari) o quando si agisce in grandi gruppi o si è ubriachi quei pensieri vengono disinibiti e l’aggressività ad essi connessa viene scaricata contro le mancate prede od i loro averi!
Altrettanto ovvio che i fatti di Roma sono stati solo una delle manifestazioni dei suddetti modi di pensare. infatti, non è un caso che alla richiesta di risarcimento dei danni avanzata dal Governo Italiano quello Olandese ha risposto picche e non è un caso nemmeno che, come ogni regola che ha le sue eccezioni, la signora Elisabeth Jane Bertrand, vergognandosi dei suoi connazionali, si è impegnata a raccogliere 100.000,00 euro, più che per risarcire i danni alla “Barcaccia” e per riparare la grave falla della dignità olandese. Peccato che non è riuscita a raccoglierli! Alcuni studenti olandesi hanno sì raccolto 3.200,00 euro, ma, poi, si sono presentati in massa a consegnarli in Italia, ospiti delle istituzioni pubbliche italiane…guadagnando una bella vacanza collettiva!
Gli Olandesi, dal punto di vista tecnico e sociale sono certamente più civili della media delle popolazioni del Sud del Mondo, perché meglio organizzati e più efficienti come Stato. Ma, dal punto di vista dei valori umani (gli affetti, la famiglia, l’amicizia, il diritto, la generosità, la solidarietà, l’altruismo, etc.) hanno molto da imparare da quei Paesi molti dei quali (tra questi l’Italia) sono stati fonti di civiltà nei secoli passati e fondano ancora oggi le loro società prevalentemente su principi etici. Da tali ultimi punti di vista, gli attuali eredi del popolo Dutch sono ancora proprio degli incivili. Lo hanno dimostrato anche a Szebrenica, in occasione dell’ultima guerra nei Balcani del 1999, dove i soldati olandesi si comportarono in maniera egoistica tradendo la loro missione internazionale: si sono infischiati degli eccidi che accadevano nel loro territorio di competenza e, non a caso, per quello, l’Olanda fu poi condannata dal Tribunale Internazionale dell’Aja!

The violence of the Feyenoord supporters in Rome and the Dutch culture.
An Ethological Analysis

In 2015 the damage caused in Italy by the Feyenoord Hooligans to the “Fontana della Barcaccia”, a refined and original artistic work of 1629, by Pietro and Gian Lorenzo Bernini, in precious travertine, located in Piazza di Spagna, under Trinità dei Monti, in Rome, on the occasion of the Europa League soccer match against the local Roma team, have been unanimously considered acts of uncivilization, to the point that the art critic Vittorio Sgarbi screamed that they are not rewarded with money.

Those acts share the Rotterdam supporters with those of many other teams around the world, including the Italian ones: aggression against opponents (the direct “enemies”), violence against cars, shop windows, etc. (generic aggressiveness from frustration on random objects). This happens especially in the defeats of the team of the heart, when violence is a general discharging of aggression caused by frustration for defeat. But never before had witnessed acts of voluntary and conscious violence perpetrated by many people against a monument of artistic or historical value. Most of all, it had already happened that drunken fans had left in the fountains or other monuments bottles or cans or that some crazy individuals not in the full of their senses had damaged them or that some rude people have incurred inscriptions or climbed up to take pictures or that thieves stole some pieces.
In the case of the “Barcaccia”, the famous sculptural artistic representation of the “boat sinking” of the two Italian sculptors, the aggression has been directed against something that is a part of the quantitative and qualitative richness of the Italian artistic heritage that has no equal In the World, not for us today’s Italians who do not even know how to safeguard and preserve and value (except for the management of the Cultural Heritage and Tourism of the current Minister Dario Franceschini), but of our predecessors, that represents it. Something similar to what happens to some extreme leftist politicians who, during protest marches, discharge their aggression not by chance, but on objects-symbol of capitalism: the windows of the banks and luxury shops, the large-capacity cars, etc . That is, against on the symbols of the welfare and the money that they do not have and want to have; or of the Sicilian mafia who in the 1990s had organized attacks against symbolic monuments of the Italian State, to cause him to yield to his threats. In such cases, if the damage is not studied and programmed in order to attract the media’s reflectors on some matter of public interest, they are moved by envy and follow an unconscious thought of the kind: “I can’t have what you have and then will don’t have it even you! ”

According to this author, who travelled and stayed in Holland many times, the aggression of Rotterdam’s Hooligans has been moved by similar factors and was specific.

For the geographic situation in the Netherlands, the ancient Dutchs have developed over the centuries great maritime skills and, because of his geographic position, they have been able to travel in far seas, as well as other peoples facing the Atlantic (think on English, French , Portuguese and Spanish), more easily than others and more easily they could discover new lands and peoples. It was mostly people from the South of the World, less developed and organized in relation to them, but richer in gold, diamonds, silver and objects of artistic value, towards whom they felt a penitent envy which they satisfied, before, exchanging the riches of those peoples with their poorest in economic and artistic value and above all with their certainly higher technology (turning so them from sailors to merchants); then taking them by military violence (re-turning so them in invaders-dominators) and, more recently, they also began offering low-jobs or low-wages to those populations in the Netherlands (becoming definitively systematic exploiters).
So, leveraging their own more great technical and organizational skills, that they had to develop to survive the most adverse environmental conditions in which they lived, they have improved their survival conditions by becoming skilled colonialists and moving from a survival strategy based on marine-work to a survival strategy based on the exploitation of the work and wealth of others.
At the same time, they transformed their feelings of inferiority by developing a culture characterized by attitudes of superiority towards those peoples (among them, Italy) that allows them to avoid the pain of envy and a retrospective rationalizing thought of the kind: “They are stupid and, as such, deserve to be exploited.”
That is, they have developed an idea of superiority of themselves in relation to those populations that legitimize their exploitation and depredation with little or no respect for them. Such sense of superiority is so high that sometimes it leads them to be arrogant or to think that they can easily fool those people by giving very little to have very much by them or to think that they can easily cling them by chatter or by oscene proposals always for the purpose to be able to deprive them of their material possessions. Moreover, in their country, in imitation of the nobles and the traders who have enriched themselves with the exploitation of the aforementioned and who have lived in the ages without much physical effort, they have also developed a culture that, above all, enhances the money and the property (material goods) and the desire to live by exploiting the properties and the work of others standing comfortably sitting on an armchair to command others who are working, giving as little change as possible to make the most profit. Still imitating the nobles, they have also developed doing ways “en surface” as gentlemen, similar to the English (other colonialists of excellence), who hide their true selfish and predatory attitudes.
If the above mentioned semi-unconscious thought is useful to them to legitimize their predatory action and to avoid guilt, the contextual feelings of superiority and arrogance have another function. The best survival strategies require, in addition to a “territory” to exploit (in this case the colonies and settlers), even psychic and physical energies, in order to be able to do it best. Well, the physical ones are derived them from the food that they eat and the psychic ones derive them from the rising mood that comes from those feelings of superiority. It is easy to guess, even by non-experts, that the feelings of legitimation free them from inhibitory brakes that would cause feelings of guilt, and the feelings of superiority rise the psychic energy and both increase the “chances” of success in the struggle for survival!
It is probable that all this is not only due to circumstantial and psychic factors but also from some stenic factors of their personality. In the adverse climatic and geographical conditions in which the ancient Dutch people lived survived the strongest individuals physically and psychologically and, therefore, the better prepared to develop these positive reactions.

Of course, the Feyenoord fans did not come to Rome, to take over the “Barcaccia” or to destroy it, but to see their football team over there. The defeat must have caused them a common sense of frustration from the sense of inferiority that has become instinctively transformed into tension and aggression. The view of the “Barcaccia” and of many other Roman monuments must have redone a second sense of frustration from the sense of artistic and cultural inferiority that has turned into another tension and aggression that they have dispersed, not by chance, and not on windows or cars , symbols of capitalism that they themselves represent, but on a symbol of that “Italian” who wanted to defeat by football match and who for a long time held them under artistic and cultural inferiority: in fact, the “Barcaccia”.
The psychic sequence, favored by the channeling of the aggressive instincts that allows the football (which for this way contributes to the avoidance of real wars) must have been like: “shipment” in Rome, to defeat the “enemy” >>> unexpected defeat >>> frustration >>> sense of inferiority >>> consequent aggression and psychophysical tension >>> need to rebalance the psycho-physical state so altered by downloading it out >>> impossible to download directly to the “enemy” >>> association Rome football team – Rome Capital of Italy – Italy rich in monuments – monument of “Barcaccia” symbol of Italy >>> common thought: “We can not defeat them by the football and we can not have nor their property and then even them will not even have it! “>>> destructive revenge on what happened to them most easily at shooting: the” Barcaccia “.

For the ancient populations and, even today, in our unconscious defeating an enemy means killing him or making him a slave or, at least, plundering surrogatically his properties.

Of course, not all Netherlanders share such thoughts and feelings and not all those who share them and who come to Italy try to disrupt the monuments. But, on the occasion of strong tensions due to other reasons (rivalry between fans, economic interests or various emotional factors) or when some people acti in large groups or drunk, those thoughts are disinibied and the aggression associated with them is discharged!
Equally obvious that the facts of Rome were just one of the manifestations of the aforementioned ways of thinking. In fact, it is no coincidence that in response to the request for damages brought by the Italian Government, the Dutch responded by spades but, like any rule with its exceptions, Mrs. Elisabeth Jane Bertrand, ashamed of her fellow countrymen, she has pledged to raise 100,000.00 Euros more than to compensate for the damage to the “Barcaccia” and to repair the serious flaw of Dutch dignity. Too bad he could not pick them up! Successively some Dutch students have raised € 3,200.00, but then presented themselves in bulk to deliver them to Italy, hosts of Italian public institutions … earning a great collective holiday!

The Dutchs, technically and organizzatively, are certainly much more civil than the average of the people of the South of the World because they are better organized and more efficient as a State. But from the point of view of human values (affections, family, friendship, law, generosity, solidarity, altruism, etc.) they have much to learn from many of those countries. Some of them (including Italy) have been sources of civilization in the past centuries and still today base their societies on ethical principles. From these latter points of view, the current heirs of the Dutch people are still very incongruous. They also showed it to Szebrenica during the last war in the Balkans, in 1999, where Dutch soldiers acted selfishly by betraying their international mission: they became aware of what happened in their jurisdiction and, no coincidence, for that, the Netherlands was then sentenced by the International Hague Tribunal!

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